L’influenza K è una forma di influenza stagionale causata dal virus A/H3N2, subclade K, caratterizzata da una maggiore capacità di diffusione. I sintomi sono simili a quelli dell’influenza classica, ma possono risultare più intensi o durare più a lungo.
Quali sintomi provoca:
I sintomi più comuni includono:
- Febbre alta;
- Dolori muscolari e articolari;
- Tosse e mal di gola;
- Congestione nasale;
- Forte stanchezza e spossatezza;
Come si cura l’influenza
La gestione dell’influenza è principalmente sintomatica e prevede:
- Riposo per permettere al corpo di recuperare;
- Idratazione abbondante per compensare le perdite di liquidi;
- Alimentazione leggera per sostenere il sistema immunitario;
- Farmaci sintomatici (come paracetamolo o FANS) su indicazione medica.
- Gli antivirali possono essere prescritti dal medico in casi selezionati, soprattutto nei soggetti a rischio di complicanze. Gli antibiotici non sono utili, salvo complicanze batteriche diagnosticate.
Quando rivolgersi al medico
È importante consultare il medico se:
I sintomi sono intensi o persistenti;
Compaiono segnali di peggioramento;
Si appartiene a una categoria fragile (anziani, bambini piccoli, persone con patologie croniche).
Cos’è l’influenza e cosa distingue la variante K
L’influenza è una malattia infettiva acuta delle vie respiratorie causata dai virus influenzali. Si trasmette facilmente per via aerea e tramite contatti ravvicinati, ed è responsabile ogni anno di epidemie stagionali con intensità variabile.
Tra i diversi virus influenzali, quelli di tipo A stanno facendo parlare di sé in questa stagione influenzale 2025-2026. Più nel dettaglio, uno dei sottotipi più monitorati è A/H3N2, da tempo associato a stagioni influenzali più impegnative.
Cos’è il virus A/H3N2
Il virus A/H3N2 è noto per provocare, in media, sintomi più intensi rispetto ad altri ceppi influenzali. Le infezioni sostenute da questo sottotipo possono manifestarsi con febbre elevata, dolori muscolari e articolari diffusi, tosse e mal di gola, mal di testa, spossatezza marcata e sintomi respiratori. Ciò che rende H3N2 particolarmente rilevante dal punto di vista sanitario è la sua capacità di mutare rapidamente, modificando le proteine di superficie e rendendo talvolta più difficile il riconoscimento da parte del sistema immunitario.
Cos’è la subclade K di A/H3N2
Per la stagione influenzale 2025–2026, il ceppo di influenza A/H3N2 maggiormente osservato è la subclade K, comunemente definita come “variante K” nel linguaggio comune. Si tratta di una variante genetica che presenta sette mutazioni della proteina emoagglutinina (HA) rispetto al ceppo inizialmente selezionato per la messa a punto del vaccino stagionale.
Queste mutazioni rendono la subclade K antigenicamente differente, cioè meno facilmente riconoscibile dalle difese immunitarie sviluppate in precedenza, sia dopo un’infezione naturale sia dopo la vaccinazione. Questo può favorire una maggiore diffusione del virus e un anticipo della stagione influenzale rispetto alla media.
Quali sintomi provoca la variante K dell’influenza
I sintomi associati all’infezione da subclade K ricalcano quelli dell’influenza stagionale classica, ma possono presentarsi con maggiore intensità o durata, soprattutto nei primi giorni di malattia.
Fra questi ritroviamo:
- Febbre alta, spesso superiore ai 38 °C;
- Dolori muscolari e articolari, brividi, malessere generale;
- Tosse, mal di gola, congestione nasale;
- Mal di testa;
- Spossatezza e sensazione di stanchezza persistente.
- Nelle persone più fragili, come anziani, bambini molto piccoli e soggetti con patologie croniche, è segnalato un rischio maggiore di complicanze respiratorie, tra cui bronchite e polmonite.
Fonte: https://www.my-personaltrainer.it/


